La mobilità circolare

di Antonella Totaro, esperta circular economy

 

Spesso più annunciato che concreto, il passaggio all’economia circolare del settore automobilistico è tuttora limitato.

Eppure l’industria automobilistica ci sta provando a reinventare se stessa.
Ci sta provando perché lo chiedono le politiche e i consumatori.

Se da un lato le politiche a livello europeo richiedono e richiederanno via via sempre maggiore efficienza e sicurezza- miglioramenti questi che dovranno essere ricercati puntando sull’innovazione dei materiali-, dall’altro i consumatori stanno spingendo per auto intelligenti e sempre connesse, come dimostrano le recenti ricerche da parte di Deloitte (2014), Accenture (2014) e Autotrader (2015).

La presenza di smart technologies nell’automobile diventa ancor più decisiva in fase di acquisto, proprio nel momento in cui questa fase di acquisto, soprattutto in città e tra i giovani, diventa più remota anche per la diffusione di nuovi modelli di business, di car sharing e leasing che portano alla mutazione dall’auto come prodotto all’auto come servizio.

 

L’auto come servizio implica mutamenti enormi, fin dalla fase della sua ideazione, e sta spingendo i produttori a ripensare come il suo valore, durante il ciclo di vita del prodotto, è creato e perso.

Un valore immenso che può essere trattenuto, puntando sulla circolarità dell’auto attraverso alcuni step cruciali quali il design già pensato per il futuro disassemblaggio, l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale e di sistemi smart, la manutenzione mirata del veicolo, l’estensione del suo ciclo di vita, l’upgrade dei suoi elementi fino alla restituzione del veicolo a fine vita che permetta un riutilizzo o un upcycle dei suoi componenti.

A ciò va aggiunto che la scelta, rinnovata quotidianamente, di un’auto da prendere in prestito porterà le aziende a cercare una fidelizzazione del cliente e un senso di comunità che, con l’acquisto dell’auto di proprietà, era trascurabile e trascurato.

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Il mercato dell’automobile si sta evolvendo velocemente e nuovi attori nel mercato si stanno facendo spazio a colpi di innovazione. Fornitori proattivi e innovatori- in Olanda di più, in Italia al momento di meno- si stanno impegnando nell’adozione di strategie circolari per quanto riguarda il design, l’utilizzo e la fase di fine vita dell’auto.

Al polo opposto, i “fornitori che non riorganizzano il sistema produttivo attorno a nuovi materiali e processi, utilizzando principi circolari e impegnandosi in una più grande co-creazione e collaborazione con i produttori di auto, corrono il rischio di rimanere indietro perchè non stanno sviluppando soluzioni che incontrano i bisogni del mercato” (Report “On the road to the circular car”, 2016).

Il futuro dell’auto è circolare, eppure serve coraggio per premere sull’acceleratore.

By | 2017-07-14T17:55:36+00:00 settembre 21st, 2016|Approfondimenti|0 Comments

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