Dalle autostrade elettriche alla mobilità condivisa: al Forum Innovazione Mobilità Sostenibile in mostra il futuro dell’automotive

Comunicato stampa n. 2 | 26 settembre 2016

Un milione di veicoli elettrici al 2020, riduzione delle emissioni degli autocarri, autostrade elettriche e sharing economy: queste le prospettive per il futuro dell’automotive che saranno analizzate al primo Forum Innovazione Mobilità Sostenibile che si svolgerà a Brescia il 1 ottobre. La rivoluzione del settore della mobilità sarà al centro della discussione dei player del comparto per fare il punto sul futuro dell’auto italiana e per raccontare le trasformazioni del settore del XXI secolo.

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Autostrade elettriche, autocarri verdi, mobilità elettrica e auto condivisa. Questi i temi che saranno affrontati nella prima edizione del Forum Innovazione Mobilità Sostenibile che si svolgerà a Brescia il 1 ottobre, dalle 9.30 alle 13.30, presso l’Università degli Studi di Brescia, e che radunerà i più importanti player del settore per affrontare i grandi cambiamenti in atto nel mondo dell’automotive. Al centro della discussione, la nuova rivoluzione del settore mobilità, che va a toccare da un lato la necessità di raggiungere gli obiettivi di taglio delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 come previsto dall’accordo di Parigi, dall’altro la scarsa disponibilità di risorse prime (carburanti, metalli, ecc). Questi i fattori che stanno portando le compagnie manifatturiere del settore automobilistico ad adottare pratiche di economica circolare e innovazione dei motori, riutilizzando componenti a fine vita del veicolo e impiegando politiche di eco-design nei mezzi e componenti. 

Mobilità elettrica: nel 2020 almeno un milione di veicoli elettrici in Italia
La grande sfida dell’Italia per introdurre la mobilità elettrica su larga scala (large scale early adopter) è uno degli argomenti centrali del Forum Innovazione Mobilità Sostenibile: oggi in EU i veicoli elettrici (EV) costituiscono solo l’1% del totale del mercato automobilistico, ma mentre la Norvegia ha raggiunto il 12% grazie a pesanti investimenti, l’Italia è ancora allo 0,2%. Guardando al futuro, in Italia potrebbe esserci almeno un milione di veicoli elettrici al 2020 e, secondo RSE (Ricerca Sistema Energetico), nel 2030 ci saranno circa 10 milioni di veicoli elettrici, il 50% dei quali nelle grandi aree urbane, caratterizzati da strutture leggere, sistemi di autoguida e materiali derivati da processi rigenerati (circular automotive). «La Comunità Europea ha già dato dei riferimenti con la direttiva 94/2014, circa 120.000 punti di ricarica nazionali, di cui almeno 20.000 pubblici, sia sui corridoi ad interesse Europeo (i cosiddetti Ten-T) e Nazionale, che nelle città, soprattutto a supporto del turismo, nelle aree di scambio internazionale, nelle soste brevi casa-lavoro-shopping-scuole», spiega Franco Barbieri, amministratore di Route 220, leader nei sistemi di ricarica, che sarà relatore al Forum Innovazione Mobilità Sostenibile. Guardando ai costi, RSE stima circa 2 miliardi di Euro, fra attrezzature e infrastrutture di supporto, molti di questi a carico dell’Europa, che ha già definito linee di intervento specifiche. «Ma anche di aziende come Route220», spiega Barbieri, «che fanno impresa lavorando sulla catena del valore e sui ruoli e vantaggi degli stakeholders coinvolti, che non possono solo essere players locali con una visione mono-territoriale, ma integrati in un contesto di relazioni e di sviluppo continentale».

Ad oggi si contano in Italia 700 colonnine, contro 22.500 stazioni di rifornimento carburante ma si potrebbero raggiungere obiettivi ambiziosi e vedere in strada, al 2020, oltre 1 milione e mezzo di veicoli elettrici. «Enel è in prima linea per la realizzazione di una infrastruttura di ricarica innovativa e adeguata in tutto il territorio nazionale per favorire l’utilizzo dei veicoli elettrici», afferma Ernesto Ciorra, direttore Innovazione e Sostenibilità del Gruppo Enel.

Autotrasporti green: ridurre le emissioni con carburati di seconda generazione e motori ibridi e veicoli connessi
Il settore automotive è responsabile del 5,6% delle emissioni: si tratta di un dato in crescita, dovuto anche al boom dell’e-commerce. Al Forum si parlerà di come è possibile invertire il trend: dai veicoli connessi, all’uso di biocarburanti di seconda generazione ai nuovi motori ibridi, dall’elettrico in caso di mezzi di piccole dimensioni e su distanze limitate. Tante le storie di innovazione che saranno presentate al Forum, dal design dei veicoli alle strategie di massimizzazione del carico che possono ridurre i consumi fino al 40%, passando per le autostrade elettriche. «Il settore dei trasporti su gomma ha davvero la potenzialità di guidare il cambiamento verso un futuro sempre più sostenibile. Basti pensare che l’85,4% delle merci in Italia viaggia su strada», dichiara Paolo Carri, Business Support & Development Director di Scania. «In questo senso è di fondamentale importanza investire su innovazione e tecnologia, per dare vita a soluzioni di trasporto che garantiscano la massima produttività ed efficienza energetica. In Scania, accanto al miglioramento continuo del prodotto, puntiamo moltissimo sui carburanti alternativi e sulla connettività dei veicoli, resa standard sui nostri autocarri dal 2011, che giudichiamo un vero e proprio catalizzatore del cambiamento».

Economia circolare: l’auto si rigenera da sola
Una piccola miniera di materiali (metalli, plastiche, gomma) che giace inutilizzata per circa il 96% del tempo: è questo l’automobile. «Ammortare questo tipo di materia è uno spreco equivalente al non riciclare i rifiuti industriali», spiega Emanuele Bompan, ideatore del Forum e autore del libro “Che cosa è l’economia circolare”. «Nuove forme di sharing e leasing possono invece spingere ad un costante uso della macchina, che secondo ricerca di ABN-Amro rimarrebbe inutilizzata per meno del 66% del tempo. Se da una parte la durata media di un veicolo passerà da 9,7 anni a 6,2, dall’altra saranno giustificati processi di rigenerazione e riuso delle componenti dell’auto all’interno delle stesse fabbriche produttrici, come sta già facendo Renault». Basti pensare all’Olanda, dove solo un terzo delle auto vendute nel 2015 è stato immatricolato da privati: i restanti due terzi sono auto con soluzioni di long-term rental, sharing e noleggi. Car sharing e leasing risultano sempre di più un’opzione di interesse, come dimostra il successo di car2go (partner del Forum) in Italia: «Dal nostro sbarco in Italia, car2go ha raggiunto, infatti, il traguardo di oltre 300.000 clienti che hanno scelto la nostra soluzione di mobilità urbana totalmente flessibile e che hanno percorso più di 30 milioni di chilometri», dichiara Thomas Beermann, CEO car2go Europe. «Ora, con l’arrivo nella flotta milanese di 750 Smart fortwo e soprattutto di 50 Smart forfour, offriremo per la prima volta un’auto con più di due posti, il che ci permetterà di fornire ai nostri utenti nuove esperienze di guida e differenti modelli di utilizzo. Nelle altre location Europee, come ad esempio Berlino, il feedback ricevuto con l’introduzione di veicoli più grandi è stato ottimo. Ora siamo curiosi di scoprire cosa ne penseranno i nostri clienti italiani».

By | 2017-07-14T17:55:36+00:00 settembre 27th, 2016|Approfondimenti|0 Comments

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